Austria, dal 1 gennaio la Novena contro la pandemia

Vatican News

Isabella Piro – Città del Vaticano

 “Inizia il nuovo anno con fiducia in Dio”: questo il motto della Novena di preghiera indetta dalla Conferenza episcopale austriaca dal primo al nove gennaio. La data di inizio dell’evento non è casuale: coincide, infatti, con la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, nonché con la Giornata mondiale della pace. A causa della pandemia da Covid-19, tuttavia, la Novena non vedrà momenti pubblici e collettivi di fedeli raccolti in preghiera, bensì potrà essere recitata in casa, seguendo l’apposito sussidio liturgico messo a disposizione on line dai vescovi stessi. “Vogliamo tracciare un percorso spirituale per il nuovo anno”, spiega monsignor Hermann Glettler, vescovo di Innsbruck ed incaricato di scegliere i testi delle preghiere. Per ciascuno dei nove giorni in cui si articola l’iniziativa, sono stati scelti un’intenzione di preghiera specifica, un testo biblico e una meditazione. È stata preparata, inoltre, un’orazione speciale in cui si recita: “O Dio, di fronte alla pandemia, non ancora sconfitta, donaci la perseveranza nel bene, la consolazione nei momenti di angoscia e la pazienza nelle sfide di questo momento difficile”.

Vivere la fede anche in famiglia

Da ricordare, inoltre, che dal 28 dicembre e fino al 17 gennaio, in osservanza alle normative vigenti in Austria, la Conferenza episcopale nazionale ha sospeso le Messe con concorso di popolo, lasciando le chiese aperte solo per la preghiera individuale. Si tratta del terzo lockdown stabilito dal governo di Vienna, per far fronte ad una nuova ondata di contagi che ha raggiunto le 355mila unità, con un numero di decessi pari a 6.059. “A causa della grave situazione, tutti sono invitati a fare la loro parte – ha detto il presidente dei presuli, l’arcivescovo Franz Lackner – Pertanto, le misure governative stabilite per superare la pandemia, continueranno ad essere sostenute dalla Chiesa cattolica”. Al contempo, Monsignor Lackner ha ricordato che comunque “la vita cristiana va avanti”, perché “le chiese restano aperte alla preghiera personale e le funzioni religiose vengono trasmesse su Internet”. Di qui, l’invito ai fedeli a “vivere la fede in casa” e in famiglia, Chiesa-domestica, perché “chi prega insieme resta unito, anche quando le cose si fanno difficili”. “La preghiera – ha concluso il presule – rafforza la pace e dona speranza “.