Ancora vittime a Kabul. Gli Usa temono attacchi dell’Is all’aeroporto

Vatican News

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Resta drammatica la situazione intorno all’aeroporto di Kabul, dove sette civili afghani sono morti nella calca, mentre cercavano di avvicinarsi allo scalo per lasciare il Paese: lo riporta un comunicato del ministero della Difesa britannico. Che poi precisa: “Le condizioni sul terreno rimangono estremamente impegnative, ma stiamo facendo tutto il possibile per gestire la situazione nel modo più sicuro possibile”, L’ inviato dell’Independent ha twittato da Kabul: “mattina difficile all’aeroporto: ho visto quattro persone, tutte donne, morire per calore e calca, assolutamente straziante”.

Per l’evacuazione, gli Usa pensano anche ad aerei civili

Proseguono senza sosta i ponti aerei con i Paesi occidentali, per far uscire dall’Afghanistan i propri cittadini, il personale diplomatico e i collaboratori afghani. Secondo il Wall Street Journal “L’amministrazione Biden sta ipotizzando di utilizzare le principali compagnie aeree statunitensi per aiutare il trasporto di decine di migliaia di sfollati” e potenziare così il ponte aereo. Sul modello di quanto fatto per Berlino nel secondo dopoguerra, si penserebbe di utilizzare circa 20 jet commerciali da un massimo di cinque compagnie aeree per sostenere l’aviazione militare statunitense, non nell’aeroporto di Kabul ma per trasportare le migliaia di afgani e altri bloccati nelle basi statunitensi in Qatar, Bahrain e Germania.

Arrivi continui a Fiumicino dall’Afghanistan

In Italia, un KC 767 dell’Aeronautica militare è appena atterrato a Fiumicino con a bordo 211 persone evacuate da Kabul la scorsa notte con due C 130J. Nella notte un altro C130J è decollato da Kabul con a bordo 103 persone dirette in Kuwait. Altri 3 C130J nella giornata di oggi voleranno verso Kabul per evacuare altri cittadini afghani. Dal giugno scorso, grazie all’operazione Aquila 1, sono circa 2100 i cittadini afghani tratti in salvo e circa 1300 quelli trasferiti in Italia. Secondo fonti del ministero della Difesa italiano, fino a questo momento, “del personale afgano evacuato in Italia, il 40 per cento sono bambini (da 0 a 14 anni)”, molti dei quali viaggiano da soli, mentre “del restante 60 per cento di adulti, il 36% sono uomini e il 24 per cento donne”.

Ue, Von del Leyen: “Vie legali di fuga per chi vuole lasciare Kabul”

Tutta l’Europa, mentre è impegnata con l’organizzazione dei voli di evacuazioni di connazionali e afghani da Kabul, pensa anche all’ondata di profughi che potrebbe arrivare nel Vecchio continente. “Con i talebani nessun dialogo politico né riconoscimento”, ha chiarito la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, visitando con il premier spagnolo Pedro Sanchez e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel l’hub allestito nella base aerea spagnola di Torrejon per lo staff afghano della delegazione Ue evacuato. E intanto, ricordando la crisi dei migranti del 2015 alimentata dalla guerra in Siria, la Grecia ha innalzato un muro di 40 chilometri lungo il confine con la Turchia. “Abbiamo contatti operativi con i talebani in questo momento di crisi, perché abbiamo bisogno di agevolare” l’uscita delle persone a Kabul, “ma questo è completamente diverso da colloqui politici”, ha detto von der Leyen, definendo i fatti dell’Afghanistan “una tragedia per gli afghani e un duro colpo per la comunità internazionale”. Poi l’appello a tutta la comunità internazionale: offrire vie di fuga legali a chi vuole lasciare l’Afghanistan.

Gli Usa: minaccia dell’Is sugli americani ancora nel Paese

Intanto l’ambasciata Usa a Kabul ha emesso una nuova allerta sicurezza, chiedendo ai connazionali ancora nel Paese di non cercare di raggiungere l’aeroporto di Kabul senza avere ricevuto istruzioni individuali da un rappresentante del governo Usa. Le autorità non hanno voluto fornire notizie più specifiche sulla minaccia del sedicente Stato islamico, ma la definiscono significativa, anche se assicurano che finora non ci sono stati attacchi confermati dell’Is. Queste potenziali minacce contro gli statunitensi in Afghanistan stanno costringendo l’esercito Usa a trovare nuovi modi per far arrivare all’aeroporto di Kabul le persone da evacuare, il che rende ancora più complicati gli sforzi già caotici per portare le persone fuori dal Paese a seguito dell’avanzata dei talebani. Lo riferisce un alto funzionario dell’amministrazione Usa, spiegando che a piccoli gruppi di americani e possibilmente altri civili verranno date istruzioni specifiche su cosa fare, compresi i movimenti per i punti di transito in cui potranno essere prelevati dall’esercito.

Nuovo discorso di Biden stasera. Le accuse di Trump

Il presidente americano Joe Biden terrà oggi pomeriggio alle 16 (le 22 in Italia) un nuovo discorso alla nazione per fornire aggiornamenti sugli sforzi di evacuazione dell’amministrazione in Afghanistan, dopo una riunione con il team sulla sicurezza nazionale. Il suo predecessore Donald Trump, che ha negoziato con i talebani il disimpegno militare degli Stati Uniti che ha innescato il crollo del governo di Kabul, in un comizio in Alabama ha accusato Biden di aver fatto precipitare l’Afghanistan nelle mani del regime degli “studenti coranici”. L’accusa di Trump è di non aver seguito il piano messo a punto dalla sua Amministrazione e che “questo non è un ritiro, è stata una resa totale”.

La resistenza anti-talebana nelle provincie settentrionali

Di resa ai talebani non vuol parlare invece Ahmad Shah Massoud, figlio del leggendario “leone del Panshir”, che in una telefonata con l’intellettuale francese Bernard Henry Levy, ha assicurato  che “la resistenza è appena iniziata“. Infatti i miliziani tagiki, nella provincia settentrionale di Naghlan, hanno attaccato le forze talebane, in quella che secondo il Wall Street Journal è la prima significativa battaglia armata da quando gli ‘studenti coranici’ controllano 33 delle 34 province dell’Afghanistan. Video e immagini sui social mostrano combattenti anti-talebani celebrare la conquista di alcuni edifici governativi a Baghlan, strappati ai talebani. Secondo fonti locali dell’emittente afghana Tolo News, quelle che vengono definite le “forze di insurrezione popolare” hanno riconquistato tre distretti nella provincia di Baghlan: Pul-e-Hesar, Banu e Deh Salah.

I colloqui tra Karzai e i talebani per un governo “inclusivo”

Intanto continuano i colloqui dell’ex presidente afghano Hamid Karzai e del capo dell’Alto consiglio per la riconciliazione nazionale Abdullah Abdullah per tentare di avviare un processo politico “inclusivo” con i Talebani. Sulla sua pagina Facebook Abdullah, che con Karzai aveva già visto questa mattina il governatore talebano di Kabul ad interim, Abdul Rahman Mansour, ha riferito di aver incontrato alcuni leader talebani, tra cui Shahabuddin Delawar, Abdul Salam Hanafi, Khairullah Khairkhaw e Abdul Rahman Fida. Si è discusso, ha scritto, dell’attuale situazione nel Paese, della sicurezza e di un processo politico inclusivo. Anche il leader talebano Mullah Abdul Ghani Baradar, che ha negoziato l’accordo di pace del 2020 con gli Stati Uniti, è a Kabul per incontri con la leadership del gruppo.