Ancora bombe su Kiev. Il Consiglio panucraino delle Chiese chiede una tregua a Pasqua

Vatican News

Marco Guerra – Città del Vaticano

L’amministrazione militare ucraina ha esortato su Telegram i residenti di Kiev a non tornare a casa poiché le truppe russe hanno ripreso a bombardare la capitale, colpendo anche una fabbrica di veicoli corazzati in periferia. Dopo il ritiro delle truppe russe, ogni giorno 40-50mila persone tornano nella capitale, il che rappresenta una minaccia per la sicurezza, hanno aggiunto le autorità.

La Russia prepara l’offensiva nell’est

L’annunciata ripresa dei raid missilistici della Russia, in risposta ai contrattacchi ucraini, sta flagellando diverse altre città tra cui Mykolaiv e l’aeroporto di Oleksandria, dove si segnalano morti e feriti. Inoltre la stampa americana riferisce che Mosca sta schierando elicotteri d’attacco lungo il confine orientale e sta inviando altre truppe e pezzi di artiglieria in territorio ucraino per prepararsi all’offensiva nel Donbass. E poi si combatte ancora a Mariupol mentre si allungano le ombre di una nuova carneficina di civili: la polizia locale denuncia l’uccisione di 900 persone giustiziate a colpi di pistola nella regione di Kiev dalle truppe russe in ritirata. E sale a 200 il bilancio dei bambini uccisi dall’inizio del conflitto, 360 i feriti.

Zelenski chiede ancora armi

Il presidente ucraino Zelensky riferisce invece di vittime militari che vanno dalle 2500 alle 3000 unità e torna a chiedere armi alla Nato e agli Usa, sostenendo che tutti devono temere la minaccia nucleare russa. Dal canto loro, Stati Uniti e Germania confermano l’ulteriore invio di nuovi armamenti, sebbene la Russia paventi “conseguenze imprevedibili”.

Appello per una tregua per la Pasqua

Il confronto continua quindi sul piano militare ma dal Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose arriva la richiesta di una tregua per la Pasqua che quest’anno sarà celebrata il 17 aprile secondo il calendario gregoriano e il 24 aprile secondo il calendario giuliano seguito da alcune Chiese ortodosse come quella russa. Sempre in questo periodo si celebra la Pasqua ebraica e il Ramadan per i musulmani. “Come rappresentanti delle comunità religiose dell’Ucraina, esortiamo a fermare i bombardamenti di città e villaggi ucraini e ridurre le ostilità offensive almeno per il tempo dei giorni sacri per tutte e tre le religioni”, si legge nell’appello del Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose.