Al via a Seul il Congresso mondiale di Signis per la pace nel mondo digitale

Vatican News

Maria Chiara Di Lorenzo

Sono giunti a Seul da tutto il mondo i partecipanti al Congresso Mondiale di SIGNIS 2022, l’incontro dell’Associazione mondiale cattolica per la Comunicazione che si svolge dal 15 al 18 agosto: c’è Agata, che arriva da Suva, Isole Fiji, accompagnata da Barbara, 16 anni, la più giovane dei presenti. Sono tutti felici di rivederla, i volti del Pacifico sono apparsi più spesso su Zoom che in presenza, anche prima della pandemia. E c’è Paolo, italiano, titolare della cattedra Mac Luhan all’Università di Toronto, che ha fatto i salti mortali per incastrare il volo per Seul tra gli impegni di famiglia e lavoro tra Italia e Canada.

E così i circa 300 presenti, con delegazioni in rappresentanza di 31 Paesi, di Africa, America, Europa, Pacifico, e Asia. C’è la delegazione indiana, la più numerosa tra quelle estere, con 27 rappresentanti. E poi ci sono i coreani: in prima fila il comitato organizzatore che ha preparato con cura, da anni, questo evento. La loro candidatura era arrivata al Congresso del Quebec nel 2017. Il Covid e le sue conseguenze hanno fatto temere e tremare, e ancora oggi le restrizioni per l’ingresso in Corea sono pesanti, ed essere riusciti a ritrovarsi ha del miracoloso.

I volontari e i giovani

Per poter far muovere la macchina organizzativa ci sono 170 volontari. Jihyeon Kim, 35 anni, è una di loro: «Ho preso dei giorni di ferie per partecipare a questa conferenza come volontaria, dichiara. Lavoro in un’agenzia del Governo. Sono curiosa di capire come le persone si sforzano di cambiare il mondo dei media, perché ho avuto alcune esperienze negative. Penso che oggi i media abbiano un ruolo preminente per cambiare il mondo. Non sono una giornalista o una produttrice. Ma voglio essere una buona lettrice o spettatrice e scegliere buoni articoli in modo consapevole. Ecco perché ho deciso di dare una mano».

E poi ci sono i giovani, professionisti emergenti in diversi ambiti della comunicazione, che all’interno del Congresso daranno vita all’International Youth Forum: un panel animato da loro che tocca temi dall’ascolto “per crescere in umanità, empatia e pace”, ai giovani come artigiani della cultura dell’incontro in una società “mediata”, ad un approfondimento dell’«onda coreana» (hallyu), per comprendere meglio un fenomeno esportato su scala globale – anche se in alcuni Paesi resta ancora di nicchia.

Messa nella Festa dell’Assunta

Il 15 agosto, mentre nel mondo si celebra la Festa dell’Assunta, in Corea è anche la Festa della Liberazione dal Giappone. Quella data, alla fine della seconda guerra mondiale, segnò anche l’inizio della divisione della Corea in due, lungo la linea del 38° parallelo: è lì che i partecipanti di SIGNIS si sono recati, in una sorta di pellegrinaggio, all’Osservatorio sull’Unificazione di Odusan, dove si incontrano i fiumi Han e Imjin. Dalla torre si abbraccia la Corea del Nord con uno sguardo, e in questo sguardo si sperimenta il dolore di una nazione divisa e si intuisce qualcosa della vita del popolo nord coreano. All’interno mostre fotografiche – come quella delle “Famiglie divise” all’indomani della creazione della linea di demarcazione – o moderne istallazioni, continuano a sensibilizzare alla ricerca della pace.

Alla Chiesa del Pentimento e dell’Espiazione, fondata con l’obiettivo di diffondere preghiera e riconciliazione tra nord e sud e la riunificazione delle due parti, si è celebrata la Messa dell’Assunta: il mosaico dell’altare centrale, con Gesù che annuncia la pace – in caratteri coreani – e i santi coreani ai lati, è stato realizzato da artisti nord e sud coreani insieme. Una giornata che ha ben preparato l’avvio dei lavori del Congresso, tutto dedicato alla “Pace nel mondo digitale”, come il Papa ha sottolineato nel suo messaggio ai partecipanti.

Atteso il discorso di apertura, domani, del prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini, l’intervento del premio Nobel Dmitry Muratov, fondatore ed editore della Novaya Gazeta, della prof. Cynthia Moe-Lobeda, docente di teologia ed etica sociale; il forum per i giornalisti, oltre che il già citato forum internazionale dei giovani, e i tre panel centrali: iperconnessi ma soli; fake news e perdita di fiducia; protezione della nostra casa comune. Ricordiamo che chiunque volesse ancora iscriversi al congresso e partecipare online, può registrarsi attraverso il link: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_D6zrK26ZQPuJtk3DagdJtA