Afghanistan, i talebani entrano a Kabul. Fuga di diplomatici e civili

Vatican News

Antonella Palermo – Città del Vaticano

I talebani stanno entrando a Kabul da tutti i fronti. Atterrati elicotteri vicino all’ambasciata americana nella capitale mentre veicoli diplomatici lasciano il complesso. Con la capitolazione di Mazar-i-Sharif, Maymana e Jalalabad – quinta citta’ più grande dell’Afghanistan – erano arrivati a 26 i capoluoghi di provincia caduti in mano ai talebani. La maggior parte delle città si è arresa senza combattere. Procedendo a grande velocità, i talebani sono riusciti a controllare tutti i valichi di frontiera dell’Afghanistan e l’aeroporto di Kabul e’ rimasto l’unica via di uscita dal Paese. Il ministro dell’Interno pakistano, Sheikh Rashid Ahmed, ha confermato che i talebani hanno conquistato il lato afghano del valico di Torkham, l’ultimo che era rimasto sotto il controllo dei governativi. Il Regno Unito sta preparando l’evacuazione dell’ambasciatore britannico a Kabul, Sir Laurie Bristow. Seicento soldati sono dispiegati nella capitale per l’evacuazione dei cittadini britannici rimasti e degli afghani che hanno collaborato con l’esercito di Londra.

Biden: ho ereditato questa guerra, non la passerò al mio successore    

Sale da 3.000 a 5.000 il numero dei soldati inviati dagli Usa a Kabul per organizzare l’evacuazione del personale dell’ambasciata Usa. Il Segretario di Stato Usa Antony J. Blinken ha parlato ieri con il presidente della Repubblica islamica dell’Afghanistan Ashraf Ghani degli sviluppi in Afghanistan. I due, secondo quanto riferito dal portavoce di Blinken, Ned Price, hanno discusso dell’urgenza degli sforzi diplomatici e politici in corso per ridurre la violenza. Il Segretario ha sottolineato l’impegno degli Stati Uniti per una forte relazione diplomatica e di sicurezza con il governo dell’Afghanistan e “il nostro continuo sostegno al popolo afghano”. Il presidente Biden ha dichiarato di aver ereditato questa guerra ed ha scandito: “Non vorrei, e non lo farò, passare questa guerra al mio successore”.

Usa: se la missione sarà messa a rischio, la risposta militare sarà “rapida e forte”

Peraltro, Biden sta annunciando una serie di azioni conseguenti alla situazione in corso in Afghanistan, tra cui dirigere la comunità di intelligence per mantenere la vigilanza e così affrontare future minacce terroristiche dall’Afghanistan. Ha incaricato Blinken di sostenere il presidente afghano Ghani, comunicando ai rappresentanti dei talebani a Doha che qualsiasi azione da parte loro sul campo in Afghanistan, che metta a rischio il personale statunitense o la missione lì, sarà accolta con una “risposta militare rapida e forte”. Biden ha incaricato l’ambasciatore Tracey Jacobson di “elaborare, trasportare e ricollocare i richiedenti di visto speciale per immigrati afgani e altri alleati afgani”. 

Ponte aereo per il rimpatrio degli italiani

Intanto si sta allestendo un ponte aereo per gli italiani in Afghanistan e il Parlamento è pronto ad un dibattito e procedure velocizzate per l’accoglienza degli afghani che hanno collaborato con gli italiani in questi anni. Stasera alle 21,30 decollerà dall’areoporto di Kabul il volo dell’Areonautica militare per il rimpatrio degli italiani: “Le formuliamo l’invito a lasciare il Paese con questo mezzo” si legge nella mail giunta a tutti gli italiani nel Paese. Nei prossimi giorni tutte le sedi di rappresentanza dei paesi dell’Alleanza dovrebbero essere evacuate e potrebbe restare un presidio di alcuni diplomatici solo nell’area dell’areoporto di Kabul. 

Commissione Ue: urgente un patto europeo sulle migrazioni

“Quello che sta succedendo in Afghanistan ci ricorda che l’Europa non può più aspettare. La crisi in Afghanistan, ma non solo, rende ancora più evidente che il momento è adesso, che è ora di mettersi d’accordo sul nuovo patto europeo sulle migrazioni”. Lo sostiene in un’intervista a ‘La Stampa’, Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione Ue. E’ una questione che riguarda tutti, e per cui serve un approccio di squadra, olistico e inclusivo”.