A Milano le Caritas diocesane italiane a confronto su Vangelo e solidarietà

Vatican News

Federico Piana – Rho (Milano)

Una lectio della pastora battista Lidia Maggi sulla figura di Marta, narrata del libro di Rut, per mettere in evidenza il bisogno del mondo non solo di pane ma anche di relazioni, ha aperto la seconda giornata di lavori del 42° convegno delle Caritas diocesane italiane in corso alla Fiera di Milano, a Rho. Una riflessione che si è idealmente legata a quella successiva di monsignor Pierangelo Sequeri, teologo e consultore del Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità, che nel suo intervento ha voluto mettere in evidenza gli sforzi fatti dall’organismo ecclesiale nel tentare di percorrere tre vie, tanto care anche a Papa Francesco: gli ultimi, il vangelo, la creatività. “Creatività- ha detto Sequeri- significa inventare qualcosa di nuovo, senza costrizioni, con spontaneità”. Senza avere il timore di abbandonare i vecchi modi di fare.

Zuppi: aiutare i poveri, missione senza eccezioni

Ripensare la prassi con cui vivere la carità, è anche l’invito avanzato dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale italiana, secondo il quale i cambiamenti sociali innescati dalla pandemia e ora dalla guerra in Ucraina non possono lasciare indifferenti. “La pressione sulle Caritas – afferma il cardinale – in questi anni è molto aumentata. E, se i bisogni sono aumentati, bisogna fare di più, se serve anche mandando in soffitta abitudini un po’ invecchiate”. Dunque, ammonisce il cardinale Zuppi, non si può prescindere dall’opzione preferenziale per i poveri: “Se non parliamo dei poveri di chi altro dovremmo parlare? I poveri, i piccoli fratelli di Gesù, vanno aiutati coinvolgendo tutte le nostre comunità”.

Redaelli: “Non lasciarci schiacciare solo sull’assistenza”

Il confronto degli oltre cinquecento delegati al convegno è anche sul futuro prossimo di Caritas Italiana. Il presidente, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, vescovo di Gorizia, non ne fa mistero: “Una delle prossine sfide – dice – è quella di non lasciarci schiacciare solo sull’assistenza. Le problematiche come la pandemia e la guerra vanno affrontate sempre alla luce del Vangelo, senza dimenticare la funzione pedagogica e pastorale tipica di Caritas”. Monsignor Redaelli, poi, traccia un bilancio del cammino sinodale: “Abbiamo chiesto a tutte le nostre realtà di partecipare al cammino sinodale compiuto dalle proprie parrocchie e dalle proprie diocesi perché non siamo separati. Ma ne abbiamo fatto anche uno nostro, specifico, puntato soprattutto sulle necessità degli ultimi”.

Ascolta l’intervista a monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli

Sguardo internazionale 

La giornata di domani sarà caratterizzata soprattutto dalla partecipazione del presidente di Caritas Spes Ucraina e del responsabile della Caritas del Libano che racconteranno l’impegno di amore e solidarietà per due popoli devastati da una terribile guerra e da una devastante crisi economica.