157 anni portati bene: in Italia si festeggia la Croce Rossa

Vatican News

Andrea De Angelis – Città del Vaticano 

Nata appena tre anni dopo l’Unità d’Italia, da sempre è stata in prima linea in ogni situazione di emergenza, crisi e difficoltà. Accanto ai cittadini, al servizio di chi ha bisogno. Nei fatti, non a parole. Oggi compie gli anni, esattamente “157 anni portati bene”: così la Croce Rossa si augura buon compleanno, nell’anniversario della data della sua fondazione a Milano, il 15 giugno 1864. Nacque quel giorno infatti il “Comitato milanese dell’Associazione italiana per il soccorso dei feriti e malati di guerra”. Addirittura due mesi prima della Convenzione di Ginevra, un corpo giuridico di diritto internazionale, noto anche sotto i nomi di diritto delle vittime di guerra e diritto internazionale umanitario. 

I sette principi

Sono sette i principi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, dunque anche della Croce Rossa Italiana che ne è parte. Mostrano con chiarezza la centralità dell’essere umano, sia come volontario che come destinatario degli aiuti e non lasciano spazi a dubbi sull’universalità e la neutralità di un servizio insostituibile. Il primo è l’umanità, quindi l’imparzialità, la neutralità, l’indipendenza, la volontarietà, l’unità e l’universalità:

Umanità: “Nata dall’intento di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, la Croce rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli”.

Imparzialità: “La Croce Rossa non fa alcuna distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale e appartenenza politica. Si adopera solamente per soccorrere gli individui secondo le loro sofferenze dando la precedenza agli interventi più urgenti”.

Neutralità: “Al fine di conservare la fiducia di tutti, si astiene dal prendere parte alle ostilità e, in ogni tempo, alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e filosofico”.

Indipendenza: “Il Movimento è indipendente. Le Società nazionali, pur se ausiliarie nelle loro attività umanitarie ai loro Governi e sottomesse alle leggi che reggono i loro rispettivi paesi, devono sempre conservare la loro autonomia, in modo da poter agire in ogni momento secondo i principi del Movimento”.

Volontarietà: “La Croce Rossa è un’istituzione di soccorso volontaria e disinteressata”.

Unità: “In uno stesso Paese può esistere una ed una sola Società di Croce Rossa. Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria a tutto il territorio”.

Universalità: “La Croce Rossa è un’istituzione universale in seno alla quale tutte le società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente”.

Schierati con i più vulnerabili

Tra i sette principi, centrale è quello della neutralità. “Impedisce di schierarci, anche quando è difficile farlo. Noi siamo stati e saremo sempre dalla parte delle persone più vulnerabili”. Lo afferma a Radio Vaticana – Vatican News Rosario Valastro, vicepresidente di Croce Rossa Italiana. 

Ascolta l’intervista a Rosario Valastro

Nel sottolineare come “la longevità della Croce Rossa mostra come i valori veri, vissuti nel quotidiano producano un bene che non si cancella con il passare del tempo”, Valastro sottolinea “la bellezza di tutti i principi”, senza nascondere la loro difficile applicazione. “Sono scomodi, ma è questa scomodità che li rende preziosi, fondamentali”. 

L’equa distribuzione dei vaccini 

La Federazione internazionale della Croce Rossa – Mezza Luna Rossa già lo scorso febbraio ha presentato a Ginevra il suo piano di supporto a un accesso equo ai vaccini per il Covid-19. L’iniziativa che ha un costo di circa 100 milioni di euro mira a sostenere l’immunizzazione di 500 milioni di persone e a moltiplicare gli sforzi, insieme ai governi nazionali, per arrivare alle comunità più vulnerabili e difficili da raggiungere, sia nei Paesi più ricchi che in quelli in via di sviluppo. Secondo un’analisi della Croce Rossa, la stragrande maggioranza delle dosi di vaccino Covid-19 somministrate finora sono state consegnate in Paesi ad alto reddito, definendo “allarmante” tale disuguaglianza e mettendo in guardia dal potenziale effetto devastante sul tasso di mortalità. “La pandemia ci ha dimostrato che non ci si salva da soli, un concetto questo che tante volte ci ha ricordato Papa Francesco. Tutti dobbiamo vaccinarci – conclude Valastro -, è un gesto d’amore verso noi stessi e il prossimo”.